Comunicazione e Partecipazione
Il processo di costruzione e rafforzamento della rete di capitale sociale, elemento principale su cui è stata fondata la pianificazione strategica dell'Area Vasta, è avvenuto attraverso la diffusione di un senso di fiducia e cooperazione di tutta la società che si mobilita attorno a quella “visione” condivisa del futuro locale che si delinea nel Piano Strategico: la promozione della comunicazione e della partecipazione rappresenta lo strumento per centrare questo obiettivo.
Il Piano Strategico ha contribuito a creare e/o rafforzare un senso di identità territoriale nella cittadinanza, applicando nuove forme di governance attraverso le quali è la città intera, e non più la sola amministrazione locale, al centro dei processi di decisione e di trasformazione territoriale potenziando una visione condivisa del futuro collettivo.
La strategia comunicativa ha privilegiato, quindi, azioni che hanno puntato alla valorizzazione del concetto di “rete” attraverso il rinnovamento costante e la coesione tra soggetti che intendono promuoverlo: tra le Istituzioni coinvolte nel Partenariato Istituzionale, per mezzo di azioni comunicative con l’obiettivo di sensibilizzare gli uffici e le istituzioni coinvolte sulle finalità e le metodologie della pianificazione strategica, e tra i partner della sfera economico-sociale, attraverso azioni di comunicazione esterna con l’obiettivo di diffondere l’idea di pianificazione strategica e consolidare le basi di un solido dialogo con gli attori del territorio, promuovendo la partecipazione attiva.
L’azione comunicativa ha avuto lo scopo di rendere chiaro qual è il ruolo della partecipazione rispetto alle sedi e ai modi tradizionali di assunzione delle decisioni: l’amministrazione e i suoi organi di governo restano i titolari della decisione, ma la voce esterna all’amministrazione serve a rendere tali decisioni più efficaci, efficienti, rispondenti a bisogni e alle esigenze proprie di coloro su cui tali decisioni avranno impatti significativi.
La modalità di attuazione di questa strategia di sviluppo partecipato ha trovato attuazione nei modelli di Audit Civico, che rappresentano veri e propri modelli di ascolto attivo e partecipazione mirati a creare opportunità di progettazione concertata:
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l’ascolto attivo è una modalità di ascolto particolarmente appropriata in contesti complessi quali quelli della pianificazione di Area Vasta, perché implica l’adozione di uno sguardo esplorativo e polifonico, che riesce a cogliere le divergenze fra interessi contrapposti e la molteplicità dei punti di vista come una ricchezza da utilizzare nella comprensione di problemi e nella predisposizione di possibili soluzioni. L’ascolto attivo implica inoltre un atteggiamento di attenzione al contesto in cui si inserisce una dinamica relazionale, dove il fine principale di chi lo pratica è cercare di comprendere l'esperienza dell'altro e il perché di determinati comportamenti.
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L’approccio partecipativo alla definizione progettuale degli interventi (fisici, sociali, culturali, ecc.) di riqualificazione urbana, che il primo documento di pianificazione strategica ha più volte ribadito, si fonda sulla necessità di garantire spazi di comunicazione, collaborazione ed eventuale negoziazione fra i diversi soggetti interessati. La costruzione di questo spazio progettuale d’interazione facilita il dialogo fra le varie parti — settore pubblico, settore privato, cittadinanza locale — consentendo l’individuazione di soluzioni connotate da un elevato grado di identificazione da parte dei destinatari degli interventi.
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L’approccio di monitoraggio sociale delle scelte strategiche, attraverso l’assunzione di reciproci impegni che garantiscano il proprio specifico contributo nella elaborazione delle strategie di sviluppo e nella identificazione di progetti strategici di qualità, nella fase di costruzione del Metaplan Piano Strategico, condiviso, in primo luogo, con i sindacati (CGIL, CISL, UIL, UGL).
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