Piano di Miglioramento
L'IDEA FORZA DEL PIANO DI MIGLIORAMENTO
Il Piano di miglioramento della qualità urbana partecipata
promosso dal Comune di Lecce si inserisce nell'ambito dell'iniziativa del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione - Dipartimento della Funzione Pubblica - intitolata “Premiamo i risultati”, finalizzata a stimolare la PA ad attivare percorsi di miglioramento che incidano sulle performance pubbliche e sulla qualità dei servizi, in un'ottica di modernizzazione ed efficienza, valorizzando gli esempi di buona amministrazione.
L'amministrazione comunale di Lecce ha avviato il progetto di miglioramento in occasione del
Workshop Ca.PA.Città
, che ha offerto un importante ed autorevole spunto di riflessione sul tema della capacità amministrativa degli enti locali e in particolare delle Città, intese quali elementi propulsivi della crescita economica, sociale e culturale dell’intero sistema territoriale, in quanto chiamate ad analizzare e anticipare gli scenari del cambiamento, sostenendo la ricerca di soluzioni adeguate alle nuove domande e ai nuovi bisogni economici e sociali che si manifestano nelle dinamiche dello sviluppo urbano.
La sperimentazione e l’attuazione di azioni di miglioramento gestionale degli enti locali favoriscono un clima di vivacità amministrativa intesa quale capacità di proporre soluzioni innovative per cogliere nuove sfide di competitività avanzate dai sistemi locali che si evolvono oltre i confini comunali per favorire una dialettica propositiva e di sintesi operativa costruttiva tra i vari livelli di governo locali, regionali, nazionali, comunitari, consolidando un’auspicata governance multilivello integrata ed unitaria.
L’idea forza del piano di miglioramento è di progettare ed attuare un sistema di azioni sperimentali in materia di sviluppo integrato urbano e territoriale, che concorrano a definire ed elaborare un modello empirico di lavoro secondo un metodo che può essere definito induttivo. Tale metodo ha origine da una fase motivazionale - sperimentale di esperienza empirica e, attraverso un processo di astrazione caratterizzato da una fase creativa di apertura mentale, consente la costruzione di un modello che ha la funzione di fornire una traccia di lavoro metodologica per i processi di programmazione, progettazione ed attuazione di interventi di sviluppo urbano e territoriale.
Le suddette motivazioni hanno portato infatti ad evidenziare i due sostantivi di “Capacità” e “Città”, quali elementi costitutivi del Piano di Miglioramento per la Qualità Urbana Partecipata, strettamente interrelati e densi di significato. Declinare il concetto di capacity building dell’ente locale, quale attore istituzionale formalmente definito nel quadro normativo nazionale, significa infatti riconoscere l’esigenza di attivare un percorso utile ad innalzare:
- la CAPACITÀ ISTITUZIONALE, intesa quale capacità dell'ente di identificare obiettivi attraverso l’attuazione di una strategia unitaria ed integrata di sviluppo urbano e territoriale, che definisce una visione, di medio - lungo periodo, di sviluppo territoriale unitaria ed utilizza meccanismi di gestione incentrati sull'integrazione degli interventi e delle relative risorse finanziarie, mediante l'applicazione di un sistema di governance laterale per la cooperazione e la conciliazione dei diversi interessi sul territorio, quale azione di contesto sperimentale in grado di costruire consenso diffuso tra tutti gli attori territoriali (istituzioni, stakeholders economico-sociali, cittadini) come momento di sintesi rispetto al moltiplicarsi dei luoghi di confronto e di discussione;
- la CAPACITÀ ORGANIZZATIVA, intesa quale propensione all'applicazione di un approccio sistemico per processi pro-attivo strutturalmente flessibile, in grado
di aggregare le varie componenti dell’organizzazione come le strutture, i sistemi, le risorse finanziarie, il personale, la vision, volto a ridurre la complessità dell’agire amministrativo che converge in termini unitari verso la realizzazione degli obiettivi stabiliti, mediante un sistema di governance integrata e l’applicazione di metodologie, quali il
Project Management
, che possano efficacemente contribuire a gestire lo sviluppo territoriale in termini di efficacia/efficienza, attraverso un processo continuo di pianificazione, esecuzione e controllo di risorse differenziate e limitate, definendone l'ambito e rispettandone i vincoli costituiti dai tempi, dai costi e dalla qualità attesa.
- l’EMPOWERMENT, inteso come un processo che porta ad una condizione di fiducia nel “saper fare”, ad una forza propulsiva di capacità di sperimentare e di allargare il campo delle proprie scelte, di confrontarsi con la realtà circostante migliorando le competenze e le conoscenze nella duplice prospettiva di rafforzamento delle capacità interna, quale innalzamento delle competenze presenti nell'organizzazione amministrativa, ed esterna, quale innalzamento della responsabilità sociale collettiva a garanzia della sostenibilità delle scelte programmatiche e gestionali dell'ente.
LA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DEL PIANO
Alla luce delle suddette considerazioni si è ritenuto opportuno creare una rappresentazione grafica - elaborata in occasione del convegno “Ca.pa.Città” - che fosse in grado di riflettere, attraverso un’immagine di forte impatto, i contenuti strategico-operativi del Piano di Miglioramento della Qualità Urbana Partecipata.
La scelta dei colori è orientata a valorizzare il bianco ed il blu. Il bianco è il colore del “nuovo inizio”, del cambiamento, della tendenza verso l’alto e del passaggio dalle idee verso la loro realizzazione attraverso azioni innovative. È, quindi, un colore che ben si associa all’idea del piano di proporre strategie e nuovi metodi operativi di evoluzione e di innalzamento della capacità dell’ente nel programmare ed attuare interventi di sviluppo integrato urbano e territoriale.
Il blu è il colore dell’armonia, legata all’idea dell’unitarietà della visione di sviluppo e dell’integrazione tra gli interventi e le relative risorse, che si rigenera attraverso l’energia magnetica creata dall’apertura nei confronti del partenariato istituzionale, economico-sociale e dei cittadini attraverso forme di comunicazione aperta e interattiva, in vista di una solidità e di una stabilizzazione delle relazioni.
Le
direzioni dello sviluppo
verso il quale l’Ente è proiettato sono graficamente rappresentate dalle frecce che, a partire da un punto nodale qual è la città, si irradiano sul territorio secondo una strategia unitaria e integrata, segnando percorsi differenti sui quali corre e si evolve la
capacity building
dell’ente stesso, visualizzata nelle sue molteplici declinazioni dagli omini stilizzati in corsa che rappresentano il partenariato ed i cittadini, a sottolineare come la
spinta propulsiva del migliorament
o
e dell’innalzamento delle capacities sia realizzabile attraverso un processo di dialogo e di condivisione finalizzato a favorire l’accelerazione dello sviluppo economico, sociale e culturale dell’ambito urbano.
L’obiettivo è di implementare un “
agire comunicativo
” finalizzato a costruire una
comunità democratica
nella quale gli individui hanno la libertà e l’opportunità reale e sostanziale di dialogare sulle questioni collettive nel tentativo di risolvere i conflitti e superare le dicotomie territoriali attraverso proposte operative di sviluppo urbano.
La declinazione delle direzioni di sviluppo si contestualizza e assume valenze operative nel processo di pianificazione strategica della città di Lecce, esplicitando la vision dell’ente che, consapevole della responsabilità che assume in qualità di ente capofila della configurazione territoriale dell’Area Vasta Lecce, si propone di impostare una strategia unitaria ed integrata per innalzare la qualità dei servizi ai cittadini ed alle imprese ed ampliare il campo delle competenze e delle capacità tecnico-organizzative anche in vista di ottimizzare eventuali funzioni e servizi delegati, esprimendo una
LEADERSHIP ISTITUZIONALE DIFFUSA, COMUNITARIA E PARTECIPATIVA.
La stessa immagine favorisce la visualizzazione di un ulteriore elemento caratterizzante del Piano di Miglioramento e cioè l’apertura dell’Ente
verso il contesto operativo e territoriale di riferimento: la corsa degli omini, che dal centro sono proiettati verso confini sempre più allargati e verso livelli qualitativi sempre maggiori rafforza l'idea del confronto verso l’esterno dell’amministrazione, non più chiusa in termini di autoreferenzialità ma aperta: al coinvolgimento ed alla partecipazione del partenariato, all’elaborazione condivisa di soluzioni innovative secondo il
metodo di
coordinamento aperto
, allo
scambio di buone pratiche attraverso il potenziamento di network nazionali ed europei
.
Il Piano di Miglioramento della Qualità Urbana Partecipata dell'ufficio di Piano Strategico del Comune di Lecce è sul portale PAQ (per una Pubblica Amministrazione di Qualità), strumento di comunicazione del Dipartimento della Funzione Pubblica con le amministrazioni, punto di riferimento e canale unitario di accesso alle diverse iniziative sviluppate per promuovere la qualità delle organizzazioni pubbliche.
www.qualitapa.gov.it